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    A Ovidio spetta un posto speciale fra i grandi poeti della civiltà antica. Le sue metamorfosi, le storie di dèi e di eroi, di efebi e ninfe, restano impresse, con la potenza delle invenzioni senza tempo, nell'identità collettiva "archetipa" che ancora alimenta la nostra immaginazione. Furono i monaci nel medioevo a copiare i suoi versi, anche i più audaci, per salvarli dall'oblio. Ovidio è stato l'interprete, talvolta il creatore, di miti immortali: la doppia natura di ermafrodito, narciso condannato alla vanità, la sfida di Niobe all'Olimpo, Icaro e Fetonte vittime della audacia temeraria. Le sue creature hanno ispirato per duemila anni, a partire dal XIII secolo, pittori, scultori, incisori, ceramisti... Lucido interprete della Roma contemporanea, Ovidio regala ai posteri un trattato giocoso sull'amore profano, l'ars amatoria, i luoghi propizi per gli amanti, i trucchi e gli inganni della seduzione, gli stratagemmi per dare inizio e porre fine all'avventura erotica.