Classical Period
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    •   Institutions

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      Format: Paperback
      ISBN: 9788882657673

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      Format: PDF
      ISBN: 9788891301079

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    •   Individuals

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      Format: Paperback
      ISBN: 9788882657673

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    La consapevolezza del ruolo centrale assunto dai giuristi nell'esperienza giuridica romana - in particolare riguardo alla disciplina delle relazioni fra privati - ha condotto, soprattutto negli ultimi decenni, a concentrare sempre più l'attenzione sui relativi stili di lavoro (con le tecniche di analisi casistica e di argomentazione che ne furono progressivamente affinate), sui rapporti fra la loro interpretatio e le previsioni legislative e (ancor più) magistratuali, sulle dinamiche attraverso le quali si svilupparono e si confrontarono per secoli le soluzioni che essi elaborarono affrontando un'innumerevole serie di casi: soluzioni tutte produttive di ius ma inevitabilmente non sempre dello stesso tenore.
    Declinato il mito del classico', che tanto aveva inciso sull'idea moderna di una fungibilità degli antichi prudentes (così come sulle raffigurazioni di un unico e metastorico regime di molti istituti, rispetto al quale ogni voce dissenziente doveva essere posta a tacere tramite ipotesi di interpolazione), è in questa prospettiva che è ancora in gran parte da scrivere una storia del diritto, anche privato, fra tarda repubblica ed età dei Severi.
    Il libro curato da Valerio Marotta ed Emanuele Stolfi intende, raccogliendo i contributi di un importante convegno fiorentino del 2010, offrire un contributo in questa direzione, esaminando la controversialità fra le opinioni dei giuristi da diverse prospettive, sia cronologiche che tematiche: dai mutamenti intervenuti con la fine della res publica e l'apparizione di un potere imperiale che da subito ricercò un dialogo con la scienza giuridica, anche al fine di gestirne la massa crescente di dissensiones, alle implicazioni che possiamo cogliere nella prassi processuale (e in un'altra ars che vi era coinvolta, quale la retorica), nella disciplina di settori particolarmente fluidi e mutevoli (ad esempio quello delle negotiationes affidate a schiavi e filii familias), come pure nei generi letterari coltivati e nelle rappresentazioni del fenomeno fornite dagli stessi giuristi, o ancora nell'effettiva applicazione conosciuta entro le realtà provinciali. Ne è emerso un quadro variegato e composito, in grado di intercettare alcuni dei più significativi fenomeni che interessarono la vita del diritto nei secoli centrali della storia di Roma, così da tracciare le linee di fondo per ulteriori indagini che possano far luce su molteplici aspetti di una delle eredità più incisive che l'antichità abbia trasmesso alla cultura dell'Occidente.

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