Classical Period
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    Format: Paperback
    ISBN: 9788891306937

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    eBook

    Format: PDF
    ISBN: 9788891306999

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    Europa, '500. Grazie al rigoglioso umanesimo giuridico si diffonde un febbrile consumismo tipografico che regala alla cultura mondiale le preziose edizioni a stampa delle opere giuridiche tardo antiche e medievali.
    Parigi, 1579. Pierre Pithou, uno dei più acuti e brillanti allievi della scuola di Jacques Cujas, pubblica, grazie al rinvenimento di due manoscritti, quello che passa alla storia come l'Editto di Teoderico, il grande sovrano dei Goti, il più abile uomo di Stato dopo Diocleziano, secondo il giudizio di Ernest Stein. Subito dopo la pubblicazione, i due manoscritti, così come sono apparsi, misteriosamente scompaiono e se ne smarrisce ogni traccia.
    XIX secolo. Si dispiega un infuocato un dibattito tra gli studiosi sullEdictum di Teoderico, che tutt'ora non cessa di sollevare interrogativi su interrogativi: quando fu emanato? Fu davvero opera di Teoderico l'Amalo o di Teoderico II il visigoto? O di chi altri? Oppure si tratta di un falso? E, se di un falso trattasi, fabbricato da Pithou oppure in età medievale? E quali erano le finalità della raccolta normativa?
    In mancanza dei due manoscritti, è difficile risolvere uno dei rebus editoriali più intricati e intriganti, eppure esistono una serie cospicua di indizi ed elementi che aiuterebbero a spiegare la strana' sparizione dei due manoscritti e a dimostrare che forse con troppa fretta ed eccessiva disinvoltura si è attribuita a Teoderico la paternità di questa piccola, disordinata, raffazzonata compilazione. Liberandoci dallossessione' di attribuirle un padre nobile', forse ci si accorgerebbe che Pierre Pithou entrò in possesso di una compilazione a grappoli', un rudimentale prontuario destinato a scopi pratici, frutto di una mano anonima del VI secolo d.C.
    Questo piccolo libro aggiunge così, a quelle già sedimentatesi, una nuova ipotesi sul cosiddetto Edictum Theoderici e ne rimette a disposizione il testo per future ricerche.

    Orazio Licandro (Catania, 1962), professore ordinario presso il Dipartimento di Scienze Giuridiche, Storiche, Economiche e Sociali dell'Università Magna Grcia di Catanzaro, ove insegna Diritto romano I, Diritto romano II, Epigrafia e Papirologia giuridica. Insegna altresì Epigrafia giuridica presso il Corso di Alta Formazione in Diritto Romano dell'Università La Sapienza di Roma, diretto da Oliviero Diliberto.
    La variegata e ampia produzione scientifica - oltre 50 pubblicazioni, tra libri, note e saggi apparsi su riviste internazionali, atti di convegni, raccolte di studi - spazia dal diritto costituzionale a tematiche di diritto privato e processuale, dall'età arcaica a quella tardoantica. Impegnato altresì sul versante dell'informatica romanistica, è membro del Centro Interuniversitario per l'Informatica Romanistica (C.I.R.) e del gruppo di ricerca BIA entrambi diretti da Nicola Palazzolo, e co-autore di banche dati (BIA) e della collana digitale BD-ROM.
    È direttore del Laboratorio di Epigrafia e Papirologia Giuridica e condirettore di Minima Epigraphica et Papyrologica. Fa parte del Comitato di Direzione del Bullettino dell'Istituto di diritto romano "Vittorio Scialoja e del Comitato di Redazione di IVRA. Rivista internazionale di diritto romano. Dal 2011 è componente dei Comitati scientifici di Studia et Documenta Historiae et Iuris (Rivista scientifica internazionale della Pontificia Università Lateranense) e degli Atti dell'Accademia Romanistica Costantiniana. È altresì membro del Comitato scientifico della Collana Collectanea Grco-Romana. Strumenti e studi per la ricerca storico-giuridica, edita da G. Giappichelli Editore (Torino).
    Tra i suoi libri più recenti: "Aegyptum imperio populi Romani adieci". L'Egitto e la sua prefettura fra conservazione e innovazione nella politica augustea (Satura Editrice, Napoli 2008); Domicilium. Il principio dell'inviolabilità dalle XII Tavole all'età tardoantica (G. Giappichelli Editore, Torino 2009); L'Occidente senza imperatori. Vicende politiche e costituzionali nell'ultimo secolo dell'impero romano d'Occidente (465-565 d.C.), (L'Erma di Bretschneider, Roma 2012).
    Nel 2006 è stato eletto alla Camera dei Deputati nella lista del Pdci nella XV legislatura, ricoprendo gli incarichi di capogruppo nelle Commissioni parlamentari Affari costituzionali e Antimafia. Attualmente è Assessore ai Saperi e alla Bellezza Condivisa del Comune di Catania.

  • Table of Contents

    Premessa
    L'improvvisa apparizione dell'Editto nel Cinquecento umanista
    Una misteriosa storia editoriale
    Il presunto Editto di Teoderico e le sue insuperabili incongruenze
    La probabile soluzione del misterioso rebus editoriale
    Il testo dell'Editto e la sua traduzione
    L'edizione Pithou del 1579
    Indice degli autori
    Indice delle fonti

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