Arts and Art History
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    Nel 1916 una sottocommissione dell’Associazione Artistica fra i Cultori di Architettura a Roma redige il primo piano regolatore di “Ostia nuova”, borgata marittima alla quale, nell’intenzione dei progettisti, è affidato il compito di fungere contemporaneamente da “ridente quartiere di abitazioni sul mare” e da scalo portuale, con un lungo canale navigabile che la collega direttamente con la prevista zona indu-striale della Capitale.
    Da quel momento in poi il piccolo e ameno insediamento delle origini che, nel corso degli anni, cambia molte volte denominazione (Ostia, Ostia nuova, Ostia mare, Ostia Lido, Lido di Roma, Lido di Ostia) riflettendo le diverse funzioni urbane progressivamente attribuitegli, inizia il suo sviluppo: da piccola città giardino — a bassa densità edilizia e nella quale le componenti “ambientiste” sono prevalenti, essendo do-tata di ampie aree verdi e di strade sinuose che rispettano l’orografia del triplice sistema dunale su cui è impostata — a quartiere marino di Roma: con l’avvento del regime fascista si rinuncia infatti al porto e si vuole creare un vero e proprio brano di città, degna conclusione sul Tirreno di quella che deve essere la Capitale di una nazione che punta alla supremazia nel Mediterraneo. Da quel momento in poi, cambia tutto: il delicato assetto urbanistico primigenio viene stravolto e, con i successivi piani regolatori, Ostia — ribattezzata, non a caso, “Lido di Roma” — viene dotata di tutte le infrastrutture necessarie a un insediamento la cui popolazione, nelle previsioni dei tecnici e dei demografi, deve superare in pochi anni la soglia dei 100.000 abitanti. Sorgono in breve tempo numerosi edifici pubblici, mentre nelle co-struzioni private, anticipate da rilevanti opere “di transizione”, prendono il sopravvento nuove architetture — alcune delle quali di livello internazionale — che, favorite anche dalla peculiarità del luogo, si ispirano ai dirompenti principi del Movimento Moderno.
    Il secondo conflitto mondiale rappresenta un brusco e doloroso spartiacque nella forma della città: nel dopoguerra, e fino ai nostri giorni, l’insediamento si uniforma infatti alle zone periferiche di Roma, sebbene non manchino, anche in questo periodo, episodi architettonici di riconosciuta valenza progettuale.
    La ricorrenza dei cento anni dalla stesura del primo piano regolatore di Ostia è stata celebrata con un Convegno, i cui contributi, ai quali se ne sono aggiunti altri — come quelli che hanno preso in esame un interessante, e poco noto, intervento sul “verde” negli scavi di Ostia An-tica — sono stati raccolti nel presente numero monografico del “Bollettino d’Arte”. Preceduti da due introduzioni generali che, ripercorren-do in maniera dettagliata le vicende urbanistiche e architettoniche della città in un secolo di vita, fungono da indispensabile cornice, i di-versi saggi, curati da studiosi provenienti da prestigiosi atenei italiani, offrono una sintesi critica originale su alcuni dei temi più noti e inda-gano su opere e fasi storiche fino a oggi poco o per niente approfondite.

    Ostia. Architecture and the town across a century

    In 1916 a subcommittee of Rome’s Associazione Artistica fra i Cultori di Architettura drew up a first general urban development plan for “New Ostia”. The intention of those that worked on the project was to give the seaside suburb, “a smiling residential quarter by the sea”, a dual role. It was to act as a maritime hub for the capital. A long navigable canal would connect it with what was projected as Rome’s in-dustrial estate.
    It was from this moment that this small and pleasant town, which had had a myriad of names since its foundation, Ostia, Ostia nuova, Os-tia mare, Ostia Lido, Lido di Roma, Lido di Ostia, began to develop. Its changing names reflected the variety of urban roles it played at the time. It originated as part of the garden city movement, with low density housing and an emphasis on environmentally friendly features, open green spaces and winding streets, which respected the natural triple layout of the dunes it lay on. From this it developed into Rome’s seaside resort. With the arrival of the Fascist regime, the idea of a port was abandoned and instead the town was to become a self re-specting branch of the city. This was the proud conclusion on the Tyrrhenian Sea of the capital city of a nation poised to dominate the Mediterranean. From that moment everything changed. The original, sublime, town plan was turned on its head by subsequent general urban development plans. Ostia became “Lido di Roma”, with an urban infrastructure capable of sustaining a population that technical and demographic research suggested would exceed 100,000 in the course of the next few years. Numerous public service buildings soon went up. The architecture of the private housing, following some significant constructions during the transitional period, soon embraced the modern style, in some cases of international prestige. Facilitated by the natural landscape, the new buildings were inspired by the vola-tile principles of modernist architecture.
    The Second World War was to be a brusque and painful watershed in the formation of the town. After the war and right up to the present day, Ostia fell in line with the other districts in Rome’s hinterland. It has to be said though that some of its architectural projects are still worthy of note.
    The hundredth anniversary of that first general urban development plan for “New Ostia” was celebrated with a convention. The contribu-tions have been collected in this number of the “Bollettino d’Arte”. Others, not present at the convention, have been added, such as an in-teresting and little known project for the “green” areas of the Ostia Antica excavations. There are two general introductions that go into the details of the urban development and the architecture of the town over its one hundred years. They provide a fundamental frame for the various papers, written by a variety of scholars from some of the most prestigious Italian academies. These sum up, in an original fash-ion, some of the better known topics, and investigate projects and historical phases that until now have been subject to little research.

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    FEDERICA GALLONI, Presentazione VII
    MICAELA ANTONUCCI, LUCA CRETI, FABRIZIO DI MARCO, Premessa IX
    GIOVANNI CARBONARA, Introduzione XI
    LUCA CRETI, Architettura e urbanistica a Ostia Lido tra le due Guerre 1
    MICAELA ANTONUCCI, «Un riflesso argentato sulla sabbia»: Ostia e il litorale romano 29
    nel secondo Novecento tra crisi e rinascite

    I – DA ROMA MARITTIMA A OSTIA NUOVA
    MARIA CLARA GHIA, Ostia: le ragioni di un insediamento 47
    MARIA GRAZIA TURCO, L’Associazione Artistica fra i Cultori di Architettura 57
    e i progetti per Ostia
    FRANCESCA ROMANA STABILE, Ostia Nuova, il Piano Regolatore Generale del 1916 71
    e i quartieri romani modellati sulla città–giardino CLAUDIO VARAGNOLI, La chiesa della Regina Pacis a Ostia nei progetti di Giulio Magni 81
    GIOVANNI DURANTI, L’eco dei rioni lungo il litorale di Ostia. Le Case Popolari di Camillo Palmerini 95

    II – ROMA VERSO IL MARE
    GIAN PAOLO CONSOLI, La ferrovia Roma–Lido e i progetti di Marcello Piacentini 105
    per le sue stazioni
    MARCO FASOLO, La Colonia Marina Vittorio Emanuele III 113
    RINALDO CAPOMOLLA, ROSALIA VITTORINI, Angiolo Mazzoni e la costruzione 125
    della Ricevitoria Postelegrafonica del Lido di Roma. Cronache di cantiere
    ROSALIA VITTORINI, RINALDO CAPOMOLLA, Ostia moderna: la Casa del Balilla 139
    di Paolo Benadusi (1933–1935)
    FABRIZIO DI MARCO, Ignazio Guidi e la Scuola Fratelli Eugenio e Giuseppe Garrone 149
    LUCA CRETI, Progetti e disegni di Adalberto Libera dagli archivi comunali 165
    III – DAL DOPOGUERRA A OGGI
    MICAELA ANTONUCCI, Il Lido di Roma come Cannes e Coney Island: i progetti per Castelfusano 189
    da Marcello Piacentini a Pier Luigi Nervi
    STEFANIA MORNATI, I percorsi del recupero: gli stabilimenti balneari La Vecchia Pineta e il Kursaal 207
    CESARE VALLE, TOMMASO VALLE, La “dimensione umana” dell’abitare in un prototipo 219
    di edilizia intensiva. Le residenze per dipendenti Alitalia a Ostia Lido (1965–1970)
    PIERO OSTILIO Rossi, «Densificare Demolire Riconfigurare». Roma tra il fiume, il bosco e il mare 229
    IV – UN SOGNO LASCIATO A METÀ: IL PROGETTO DI MICHELE BUSIRI VICI PER LE SISTEMAZIONI
    ARBOREE E PER I GIARDINI NELLA ZONA DI OSTIA ANTICA SCAVI (1939–1941)
    MASSIMO DE VICO FALLANI, Il progetto di Michele Busiri Vici per la sistemazione a verde 239
    degli scavi di Ostia nel quadro delle vicende del giardino italiano contemporaneo
    MARTA PILERI, Guida alla lettura delle schede di analisi comparativa dei progetti 261
    di sistemazione a giardino di Michele Busiri Vici
    CARLO PAVOLINI, Alcuni contesti archeologici ostiensi fra il “grande scavo Calza”, 285
    il progetto del verde di Michele Busiri Vici e la situazione attuale
    ELIZABETH JANE SHEPHERD, Prima di Busiri Vici: storia di tre giardini ostiensi e di un parco 299
    Indice dei nomi a cura di DANIELA MIANO, FEDERICA DE ROMANIS 315
    Abstracts 323
    Contatti degli Autori 332

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