Arts and Art History
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    L’esperienza dei Pittori moderni della realtà, avviatasi dopo la fine della Seconda guerra mondiale, è una breve avventura durante la quale s’intrecciano i destini di quattro pittori, Gregorio Sciltian, Pietro Annigoni e i fratelli Xavier e Antonio Bueno, firmatari di un manifesto che si scaglia contro gli esiti del modernismo e gli “abbagli” dell’École de Paris e difende la grande tradizione pittorica rifacendosi all’arte seicentesca, da Caravaggio alla pittura spagnola e fiamminga. A loro si aggiungono Giovanni Acci, Alfredo Serri e Carlo Guarienti.
    La pittura della realtà è l’orizzonte ideologico ed estetico comune verso il quale ognuno manifesterà originali percorsi creativi. La loro pittura colta e raffinata è arricchita dalla padronanza delle antiche tecniche artistiche, in linea con il “ritorno al mestiere” propugnato da de Chirico, riferimento continuo per le loro carriere. Nelle cinque collettive realizzate, gli artisti riscuotono apprezzamento dal pubblico e dal collezionismo, ma gran parte della critica giudica la loro arte anacronistica, trascurando come nel loro atto di fede nei confronti della realtà ci sia la riaffermazione di valori morali.
    La mostra e il catalogo approfondiscono le ragioni di questo breve sodalizio presentando gli esordi pittorici degli artisti e interrogandosi sui percorsi che ognuno intraprenderà a partire dagli anni Cinquanta. La complessità delle singole carriere ci autorizza a riconsiderare la vicenda dei Pittori moderni della realtà come un’esperienza significativa nella storia dell’arte italiana del Novecento.

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