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  • Abstract
  • In this volume
  • Abstract

    Il contributo si concentra su alcuni momenti dell’attività letteraria di Boccaccio attorno alla figura e alle opere di Dante, a partire dalla sua ricostruzione della biografia dell’Alighieri, passando per la sua attività di copista ed editore dei testi danteschi, fino alla ricezione della Commedia nella sua produzione letteraria. Dopo un breve prospetto complessivo di carattere introduttivo e alcune riflessioni sul ritratto fisico di Dante e sulla corona d’alloro (non ricevuta dal poeta in vita), la prima parte del saggio è dedicata alla linea di continuità che Boccaccio cerca di costruire tra Dante e il mondo classico (greco e latino) nel Trattatello in laude di Dante e nelle tre grandi sillogi dantesche in volgare; in un paragrafo a parte viene riesaminato l’aggettivo «divina», per la prima volta assegnato da Boccaccio alla Commedia, con riferimento alle possibili mediazioni dell’Eneide di Virgilio e della Tebaide di Stazio. La seconda parte torna sulla ricezione del poema dantesco nel Decameron, con particolare attenzione alle sue influenze strutturali e all’interpretazione del sottotitolo del libro.

    The figure and works of Dante in the intellectual project of Giovanni Boccaccio

    The essay focuses on some moments of Boccaccio’s literary activity around the figure and works of Dante, starting from his reconstruction of Alighieri’s biography, his activity as a copyist and editor of Dante, up to the reception of the Commedia in his literary production. After a brief introduction and some reflections on Dante’s physical portrait and on the laurel wreath (not received by the poet during his lifetime), the first part of the essay highlights the continuity that Boccaccio tries to create between Dante and the classical world (Greek and Latin) in the Trattatello in laude di Dante and in the three great vernacular syllogies of Dante’s works copied by him; furthermore, in a specific paragraph, the adjective «divine», first assigned to the Commedia by Boccaccio himself, is re-examined taking into account the possible mediations of Virgil’s Aeneid and Statius’ Thebaid. The second part of the essay returns to the reception of Dante’s poem in the Decameron, with particular attention to the influence on its structure and the interpretation of the book’s subtitle.

  • In this volume
    • Marco Ariani, «Quid incognitum»: Petrarca vs Dante?
    • Maurizio Fiorilla, La figura e le opere di Dante nel progetto intellettuale di Giovanni Boccaccio.
    • Ilde Consales, «Come scrisse Dante». La ricezione della lingua dantesca nelle prime grammatiche del volgare.
    • Sebastiano Gentile, Dante tra Ficino, Landino e Botticelli.
    • Paolo Procaccioli, Quale Dante per Michelangelo?
    • Corrado Bologna, «Fugge tra selve spaventose e scure». Ariosto dall’Inferno al Paradiso.
    • Emilio Russo, Parlando di cose umane e divine. La funzione Dante nelle opere tassiane.
    • Massimiliano Malavasi, Salpare diretti al cielo supremo dei sensi: il dantismo del Marino della Lira.
    • Luca Marcozzi, Foscolo e il genio di Dante.
    • Giuseppe Crimi, Leopardi e Dante, “vero poeta”.
    • Roberta Colombi, I tempi «empi» e il «potente immaginar». Dante poeta, personaggio e narratore, nel Risorgimento di Nievo.
    • Annamaria Andreoli, Pirandello e Dante.
    • Roberto Rea, Un’idea eliotiana di Dante per il Montale degli Ossi.
    • Sonia Gentili, Il realismo dantesco di Pier Paolo Pasolini e Primo Levi.
    • Luca Fiorentini, Intrecci danteschi e virgiliani nella poesia di Giorgio Caproni.
    • Franco Suitner, «Il poeta Allighieri» di Carlo Emilio Gadda.
    • Irene Gualdo, «Nel mezzo di un gracile cammino». Un percorso dantesco nell’opera di Amelia Rosselli.
    • Luca Bianchi, Anna Pegoretti, Il Dante di Bruno Nardi tra filosofia, poesia e profetismo.
    • Paolo Falzone, Dallo stilnovismo alla Commedia. Poesia e “non poesia” nella critica dantesca di Natalino Sapegno.
    • Elisa De Roberto, Dante e «il maggior esponente della linguistica testuale in Italia». Note su Antonino Pagliaro e la Commedia.
    • Pietro Trifone, Dante, la variazione linguistica e il «voi» che «a Roma s’offerie».
    • Diego Parisi, Petrocchi editore della Commedia.
    • Giuseppe Izzi, Fra storia e critica: itinerari danteschi di Giorgio Petrocchi.
    • Laura Santone, «Dietro al mio legno che cantando varca»: Jacqueline Risset traduttrice di Dante.