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    Considerato una figura di secondo piano, appiattita dal confronto con il padre Costantino e con il suo carismatico successore Giuliano, tratteggiato come imperatore negativo, iroso, timoroso di usurpazioni (che pur ci furono), vendicativo e per questo fantoccio nelle mani delle cosiddette “spie imperiali”, gli agentes in rebus, Costanzo II fu ben altro. Raccolse l’eredità paterna e portò a compimento la nuova forma imperii inaugurata da Diocleziano e rielaborata da Costantino. Le fonti confermano che le riforme avviate dai suoi predecessori raggiunsero una realizzazione compiuta – e una codifica legislativa – proprio sotto Costanzo. Da imperatore unico – de iure dal 350 al 360 - seppe fronteggiare le usurpazioni che si susseguivano dando nuova forma al cesarato, innovativa, anche se fallimentare in una prospettiva storica a lungo termine. Sotto molti aspetti la sua figura non fu diversa da quella di Teodosio I, imperatore ben più “vincente” nella fortuna storiografica. Le analogie sono tante: la lotta contro le usurpazioni, il trono in solitaria, il coinvolgimento attivo in questioni religiose, seppur su posizioni opposte. Il diverso destino storiografico dei due dipese molto da questo ultimo aspetto: su lunga prospettiva, Costanzo rappresentò l’ariano sconfitto, mentre il niceno Teodosio finì con incarnare il campione del cristianesimo ortodosso. D’altro canto, la carismatica figura dell’imperatore Giuliano si prestava assai meglio rispetto a quella del cugino al ruolo di antagonista religioso. Ma Costanzo II deve essere stato qualcosa di più: senza la sua attività amministrativa l’edificio dioclezianeo-costantiniano non avrebbe raggiunto quel grado di compiutezza che ne permise la sopravvivenza almeno fino al secolo successivo; fu lui ad adottare soluzioni istituzionali – il riferimento è al cesarato – che, pur tratte dall’esperimento tetrarchico, acquisirono una innovativa fisionomia; fu ancora Costanzo a perfezionare il cerimoniale imperiale trasfigurandosi nel paradigma della nuova rappresentazione del potere imperiale, come si evince dalle testimonianze di Ammiano e di Atanasio; forse addirittura più di Costantino si impegnò in prima persona nelle contese ecclesiastiche, dando nuova dimensione al rapporto tra Impero e Chiesa.

    Costanzo II merita una nuova attenzione per essere stato alla fine colui che meglio ha incarnato lo spirito del nuovo impero.

  • Table of Contents

    1. Fonti e problemi storiografici

    2. Dal Cesarato alla “triarchia”

    3. Imperatore unico. Il laboratorio istituzionale

    4. Il buon imperatore. Riforme amministrative

    5. Costanzo II e le dinamiche religiose del suo tempo

    6. La fine di Costanzo II e la sua eredità.