History of Law - Roman Law
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    Il volume indaga su Papirio Giusto, figura di giurista sino a oggi rimasta sostanzialmente nell’ombra negli studi romanistici per l’estrema lacunosità delle notizie disponibili, per restituirne la straordinaria novità dell’opera, i Libri XX de constitutionibus, forse l’unica da lui scritta o la sola oggi conosciuta grazie ai 18 frammenti dei Digesta giustinianei. Attivo durante i regni di Marco Aurelio e Commodo, Papirio Giusto fu un alto funzionario imperiale capace di cogliere precocemente il profondo cambiamento in atto dell’impero nel II secolo d.C., cambiamento che da Adriano in avanti accentrò progressivamente il baricentro politico sul princeps con i conseguenti effetti della forza dirompente della sua volontà normativa sul sistema delle fonti di produzione del diritto. I Libri XX de constitutionibus si distinguono nettamente nel panorama editoriale della letteratura scientifica giurisprudenziale per il loro carattere anomalo di raccolta di costituzioni imperiali privi di alcun commento, tanto da poterli considerare a buon diritto antesignani delle raccolte di materiale normativo imperiale, sfociate nelle codificazioni tardoantiche quale esito finale di un irreversibile passaggio dal diritto giurisprudenziale al diritto autoritativo.
    This volume investigates Papirius Iustus, a jurist figure who until now has remained substantially in the shadows of Romanist studies due to the extreme lacunosity of the available information, in order to restore the extraordinary novelty of his work, Libri XX de Constitutionibus, perhaps the only one written by him or the only one known today thanks to the 18 fragments of the Digesta of Justinian. Active during the reigns of Marcus Aurelius and Commodus, Papirius Iustus was a high imperial official capable of grasping at an early stage the profound change taking place in the empire in the second century AD, a change that from Hadrian onwards progressively centralized the political center of gravity on the princeps with the consequent effects of the disruptive force of his normative will on the system of sources of production of law. The Libri XX de Constitutionibus are clearly distinguished in the editorial panorama of the jurisprudential scientific literature for their anomalous character of collection of imperial constitutions without any commentary, so much so that they can rightly be considered forerunners of the collections of imperial normative material, which resulted in the late antique codifications as the final outcome of an irreversible transition from jurisprudential law to authoritative law.